Un tuffo nel passato in Valle Brembana (prima parte)


Chi in queste poche righe cerca la cronistoria della Sottosezione alta Val Brembana, sicuramente  ne resterà deluso. Il nostro intento non è stato quello di raccontare la storia della Sottosezione, elencando gli eventi e le date, ma quello di calarci nell'atmosfera di qualche anno fa e di comprendere  le condizioni che ne hanno permesso la nascita. E' insomma un tentativo di vivere, insieme ai protagonisti, le loro emozioni e di intuire i sentimenti che li hanno tenuti uniti. "S'iniziò  a mormorare di costituire una Sottosezione  CAI in alta Val Brembana, nel corso di un matrimonio celebrato in Ortighera nel 1975: il rito nuziale di uno che in seguito divenne un presidente della stessa. Si era un gruppo ristretto di persone, sette od otto amici appassionati di montagna, quasi tutti di Piazza Brembana. Fu proprio a Piazza Brembana che, nell'autunno dello stesso anno, noi amici organizzammo una propria riunione. Vi parteciparono circa quindici persone provenienti da diversi paesi della valleů" Così iniziano il loro racconto Donati Gianbattista, Begnis Lorenzo, Zonca Gianni e Calvi Cesare, soci fondatori e primi presidenti della Sottosezione CAI alta Val Brembana costituita formalmente nel 1976. Dai loro visi, dalle loro parole traspare tutto l'entusiasmo di chi racconta una storia che gli appartiene e ricorda, forse con un pizzico di nostalgia ma anche con fierezza, i bei momenti vissuti, gli sforzi impiegati e soprattutto i risultati pian piano ottenuti.

Già nel 1951 era stata costituita in valle una sottosezione  da un gruppo che potremmo definire d'élite. Gli anni difficili di quel periodo, la povertà della nostra valle, il lavoro duro della terra non lasciavano spazio a svaghi  e tempo libero. Pertanto la Sottosezione non ebbe seguito tra la gente e si spense nell'arco di una sola stagione.
Il mutato status sociale di un ventennio dopo fu una delle condizioni propizie al successo della seconda iniziativa.

Certo s'incontrarono comunque delle difficoltà. Fra tutte, forse, l'ostacolo maggiore da superare fu il coinvolgimento degli Enti locali che restarono distaccati e piuttosto indifferenti di fronte a qualsiasi richiesta o attività. I rapporti iniziali con loro furono esclusivamente di tipo personale e le richieste di contributi finanziari erano immancabilmente disattese. Le risorse finanziarie erano costituite unicamente dal contributo dei soci tramite il versamento della quota tessera. Con i comuni si avevano rapporti solo per tracciare sentieri e per la loro manutenzione. Le prime riunioni si tennero casualmente nei bar ma ben presto ci si stabilì nella sede attuale.

Molteplici furono gli obiettivi prefissi e le iniziative promosse. Dopo un incidente in montagna, capitato ad un ragazzo, l'impegno della Sottosezione fu di istituire sul territorio il soccorso alpino. Si organizzarono le prime escursioni, peraltro molto partecipate. In valle, infatti, non esisteva una tradizione alpinistica se non solo per qualche singolo individuo e la montagna nella sua maestosità  e suggestione incuteva ancora rispetto e timore. Inoltre gli  spostamenti erano piuttosto difficoltosi: si adottavano biciclette o pullman. Per questa ragione il CAI divenne un punto di riferimento, un ritrovo per gli appassionati sparsi nella valle. La prima vetta raggiunta con una gita organizzata fu il Torrione di Mezzaluna con ritorno dalla Val Pianella. Vi parteciparono circa 25 persone. Seguirono poi le gite al Pizzo dei Tre Signori, allo Zerna, al Trona, al Corno Stella. Ovviamente si percorrevano principalmente le nostre Orobie e fu soltanto negli anni '80 che si organizzarono salite al Monte Bianco, al Monte Rosa ed al Bernina. Ma fra tutte, i presidenti ricordano con estremo piacere e simpatia una gita in Val d'Ambria con decine di partecipanti e fra i quali uno che portò un vasetto di vetro di 2 kg. Di sottaceti e raccontano, con il sorriso sulle labbra, della volta che si portarono nella zaino, per molte ore, un grosso cocomero da consumare insieme come momento di festa e di allegria.




Sussia abbandono o rinascita. Sussia e' un' antica frazione sopra San Pellegrino Terme raggiungibile percorrendo un'ora di mulattiera.
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