Il Cervo (prima parte)

Il Cervo - Il patrimonio faunistico della nostra Valle Brembana si sta pian piano arricchendo di nobili speci, e finalmente possiamo affermare che anche il Cervo [Cervus elaphus] è presente stabilmente in alcuni territori della Valle Brembana, con nuclei strutturati, anche se stenta un poco ad affermare la sua presenza in maniera veramente significativa. I dati storici della sua presenza si fermano alla fine dell'ottocento, quando, nel dicembre 1898, in territorio del Comune di Camerata Cornello, fu ucciso quello che probabilmente fu l'ultimo cervo presente in Valle Brembana. Un altro, abbattuto a Foppolo nel 1911, proveniva presumibilmente dalla Valtellina, dove sono sempre stati presenti.

Una stima vera e propria della sua consistenza non è ancora possibile, in quanto non vengono ancora effettuati  veri e propri censimenti, comunque assai difficili nel nostro territorio altamente boscoso. Ci si accontenta delle osservazioni e degli avvistamenti casuali, i cui dati anche se non organici ed a volte imprecisi, ci danno comunque un quadro della situazione piuttosto favorevole. Piccoli nuclei sono presenti ormai da qualche anno in diverse zone, come in val Parina (Ortighera-Portiera), nella zona del Monte Secco, nella zona di Foppolo, nella zona di Faino-Gambetta e presumibilmente anche in altre zone, dove comunque la loro osservabilità resta assai difficile. Dalle esperienze che si possono desumere, prendendo come esempio territori dove la loro espansione recente è stata molto significativa e veloce, come in alcune vallate piemontesi, la loro consistenza, anche in Val Brembana, è al di sopra di quelle che possono essere anche le più rosee previsioni. Scopriremo presto, tra pochi anni che questo splendido ungulato selvatico è ormai diffuso non più a macchia di leopardo, ma in maniera organica e capillare su tutto il nostro territorio, e a quel punto il problema della sua gestione diventerà impellente.

La specie
Il Cervo (Cervus elaphus) è presente in Europa con almeno sei sottospecie. Quella che vive in Italia, il Cervus elaphus hippelaphus, è la più diffusa, ed è presente in quasi tutte le regioni europee. I maschi adulti hanno un peso che varia dai 160 ai 210 Kg  mentre le femmine possono pesare da 90 a 130 Kg. La differenza tra i sessi si nota anche per le altre dimensioni: mentre i maschi sono alti al garrese da 110 a 135 cm. le femmine variano da 95 a 105 cm.

Caratteristiche
Ciò che contraddistingue a prima vista i maschi dalle femmine è la presenza del trofeo, detto tecnicamente "palco", che varia in peso e dimensioni con il variare dell'età e della salute fisica di ogni individuo. E' interessante il fatto che molte caratteristiche del trofeo, come particolarità evidenti nella forma, nella simmetria e nelle caratteristiche del trofeo si ripetono ogni anno, così che possono essere considerate caratteri distintivi individuali, in grado di aiutarci ad identificare ogni singolo maschio negli anni. Un aspetto, questo, assai importante se si vogliono effettuare osservazioni nel corso della vita dei singoli individui; cosa che non può essere valida per il capriolo, l'altro rappresentante della famiglia dei cervidi presente in maniera consistente nelle nostre vallate.

Il palco non è però presente nel cervo in ogni stagione. Si tratta infatti di un elemento distintivo della specie che ogni anno "cade", nel corso della primavera, a partire già da fine febbraio per gli individui più vecchi, periodo che si protrae fino a maggio giugno per i più giovani. Subito dopo la caduta inizia il processo di ricrescita di un nuovo palco. Come i cervi riescano a produrre una così grande massa di materiale osseo (sali minerali) in soli tre o quattro mesi, è stato da sempre una specie di mistero, in quanto il cibo assunto in quel periodo non può in alcun modo soddisfare tali forti esigenze. Oggi sappiamo che la grande quantità di calcio che serve a sviluppare il palco viene riassorbita dall'animale da tutto il sistema scheletrico, in maniera distribuita, come se si trattasse di un utilizzo immediato di risorse accumulate in precedenza. Si spiega dunque come la bellezza e l'imponenza del trofeo, nei maschi adulti, dipenda molto anche dal loro stato generale di salute durante tutto il periodo dell'anno.

Certi animali adulti, con buone caratteristiche genetiche individuali ed ereditarie e in ottimo stato di salute, possono portare trofei che superano anche i 10 Kg. di peso, mentre mediamente, i cervi adulti in buono stato di salute, pesano attorno ai 5/6 Kg. Nella terminologia tecnica tutte le punte del trofeo hanno un nome particolare. Partendo dalla base del corno, in ordine, le prime tre punte, tutte rivolte in avanti, sono chiamate rispettivamente pugnale, ago e pila, mentre la parte superiore del trofeo, ricca di punte solamente negli animali più maturi e più forti, dai quattro cinque anni in su, viene denominata corona. Alla base di ogni corno è presente una "rosa", sotto la quale c'è il punto d'innesto del corno sul supporto osseo craniale.

La femmina è più longilinea ed è sprovvista di palchi.

Vita sociale
Ciò che contraddistingue l'attività quotidiana del cervo è il suo senso del pericolo, la sua scaltrezza nell'identificarlo ed il suo innato istinto alla fuga. I cervi, a differenza dei caprioli che sono animali piuttosto solitari, sono in genere animali parzialmente gregari, ad eccezione dei maschi adulti. Questi li troviamo spesso soli a vagabondare sul territorio, alla ricerca di pascoli tranquilli e di zone non disturbate dall'uomo. Sono infatti sensibilissimi alla sua presenza, che identificano subito come possibile fonte di pericolo, tanto da essere indotti ad abbandonare anche per lunghi periodi quei luoghi dove la presenza umana si fa intensa e persistente. Per le femmine il discorso è un po' diverso, in quanto esse costituiscono il nucleo base della popolazione e vivono in gruppi familiari anche numerosi. All'interno di questi gruppi il vincolo più forte è quello che si instaura tra le femmine e il piccolo dell'anno, accompagnate spesso dal loro giovane nato l'anno precedente, una femmina, detta "sottile", o un giovane maschio, detto "fusone", riconoscibile in quanto il suo trofeo è costituito da due punte semplici, senza ramificazioni e senza "rosa" alla base.




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