Il Cervo (seconda parte)

Il tempo delle nascite si colloca da fine maggio a giugno, con possibili ritardi in quanto, se a fine settembre-ottobre le femmine non vengono coperte durante il primo estro, esse tendono a ripeterlo ad intervalli di circa tre settimane, finché non avviene la fecondazione. Il legame tra la femmina madre e il piccolo è strettissimo. Questo viene incessantemente sorvegliato, anche se nel primo periodo se ne sta per lungo tempo coricato, ben nascosto sotto i rami di un cespuglio o tra le alte erbe, mai all'aperto per la paura dei predatori, sempre ad una certa distanza da dove la mamma pascola o riposa. Solamente dopo il primo mese di vita lo vediamo sempre più spesso trotterellare al suo fianco, distaccandosene raramente. L'imprinting e il riconoscimento reciproco avviene fin dalla nascita attraverso il leccamento del muso, che comporta anche il marcamento reciproco con gli umori delle ghiandole preorbitali. Escluso il periodo del parto e dello svezzamento, le femmine costituiscono dei "clan" familiari, i cui individui sono quasi sempre legati tra loro da legami patrilineari.

All'interno del clan vige una gerarchia che riconosce alla femmina più vecchia, specialmente se è anche madre, il predominio sulle altre. Anche i maschi giovani, di circa 2/3 anni, tendono a costituire branchi, all'interno dei quali si trovano spesso anche animali più vecchi, in un rapporto che tende a rispettare l'andamento della popolazione del territorio. All'interno dei branchi di maschi vige una rigida gerarchia, che riconosce al più anziano l'autorità e la decisione sugli spostamenti. Man mano che ci si avvicina al periodo degli amori, fine settembre/ottobre, gli animali più anziani, ai quali è affidato il compito riproduttivo della popolazione, si allontanano dagli altri e divengono solitari e territoriali, avendo come obiettivo primo quello di radunare un certo numero di femmine che costituiranno il loro "harem". Il periodo degli amori è il momento più emozionante della stagione del cervo. E' il periodo del "bramito", quando i maschi adulti marcano con emozionanti emissioni sonore il loro territorio e segnalano ai giovani di tenersi lontani. Nei territori con popolazioni ben strutturate e numerose è possibile sentire echeggiare il loro richiamo da un versante all'altro delle valli, e ci auguriamo che ciò presto possa avvenire anche nelle nostre vallate, a condizione che la maturità dimostrata in questi ultimi anni di gestione da parte di molti cacciatori del comprensorio alpino Valle Brembana si possa affermare per l'intera comunità di cacciatori della valle Brembana.

Quando il numero dei maschi è significativo, questo è anche il periodo delle sfide. Gli animali più forti, dai cinque agli otto anni, tendono a sfidarsi tra loro per la conquista e la difesa dell'harem, e le lotte che ingaggiano sono spesso estenuanti e faticose, fino a quando il più forte riesce a mettere in fuga il contendente. Anche tra i giovani, più per gioco che per interessi di accoppiamento, in quanto essi non sono in grado di radunare e di disporre di nessun gruppo di femmine, succedono spesso delle scaramucce, che servono per lo più a saggiare la forza reciproca e a definire le prime gerarchie. Al termine del periodo degli amori, quando ormai la neve e il gelo rendono sempre più inospitali i territori più elevati e i versanti a nord, i gruppi di cervi, in questa stagione misti e più numerosi, scendono più in basso e scelgono territori diversi, più esposti a sud, detti quartieri invernali, dove passare i mesi più freddi.

Segni della sua presenza
Normalmente è assai difficile individuarne la presenza. Le sue impronte sul terreno, che vanno dai 4/5 cm. di lunghezza per 3,5/4 cm. di larghezza per i giovani cerbiatti, fino alla lunghezza di 8/9 cm. e alla larghezza di 6,5/7 cm. per i maschi di almeno 10 anni, ci può capitare di  vederle solamente in situazioni favorevoli, dopo una spruzzata di neve o nei tratti di terreno argilloso e bagnato, altrimenti non è facile rinvenirle altre tracce da valutare con attenzione sono i fregoni sui rami bassi degli alberelli o sui loro tronchi, specialmente nel periodo in cui i maschi "puliscono" il trofeo dal velluto che li ha ricoperti per tutto il periodo della cresciuta. Pulitura che avviene per i più vecchi già a fine giugno, e si colloca sempre oltre i 60/70 cm. dal suolo. Fregoni che i maschi adulti protraggono fino al termine del periodo degli amori, per marcare il territorio altre tracce significative sono il brucamento dei germogli, specie di alberi giovani, con grave danno per il normale rigenerarsi del bosco, e gli scortecciamenti, che avvengono per motivi alimentari, sia nel corso dell'inverno per carenza alimentare, sia in estate, quando la necessità di apporto di alimenti ricchi di cellulosa è elevato, e i germogli di resinose in genere e i vegetali legnosi e semilegnosi rappresentano anche più del 50% della loro dieta giornaliera.

Considerata l'importanza che rivestono, nel contesto del patrimonio naturalistico della nostra valle, tutte le popolazioni di ungulati presenti, il problema per gli anni futuri riguarderà sempre più la loro gestione, affinché con oculati interventi di controllo della popolazione, affidate ai Comprensori Alpini, non vengano alterati, a danno dell'ambiente boschivo o di altre popolazioni animali, i delicati equilibri che regolano la vita del bosco, e in genere della vegetazione, e la vita delle popolazioni faunistiche che vivono nelle nostre vallate e sulle nostre vette.

Flavio Galizzi.




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